Roma, agosto 1955. Al numero 366 della Via Salaria, in uno dei più eleganti quartieri della capitale, abita il regista Luchino Visconti di Modrone, uno degli intellettuali noti per la simpatia tante volte dimostrata nei confronti del partito comunista. Luchino Visconti, che conta oggi quarantotto anni, vive solo nell’abitazione di Via Salaria: una villetta a due piani (tre piani n.d.c), circondata da un giardino verdeggiante d’alberi. Quando un visitatore bussa alla porta d’ingresso, si presenta un maggiordomo in camice a strisce il quale l’accoglie e l’annunzia al segretario del conte. La casa è arredata con lussuoso sfarzo, ed è composta di ampi saloni e di salottini, al primo piano; al secondo sono le camere e i servizi. Luchino Visconti ha diretto i seguenti film: Ossessione, La terra trema, Bellissima e Senso.

Luchino Visconti, nella sua biblioteca, consulta uno dei suoi preziosi volumi. Il regista, che nei suoi film e nei suoi allestimenti teatrali ha sempre rivelato l’esigenza d’una documentazione meticolosa, impiegando gioielli, stoffe di valore, e largheggiando in ogni campo, ha arredato la propria casa con criteri altrettanto sontuosi. Quando non è impegnato dalla sua attività di regista, Luchino Visconti vive da solo nella casa romana.

Luchino Visconti accanto al caminetto d’uno dei salotti. Il caminetto è decorato con maioliche dipinte: nelle due composizioni centrali sono raffigurazioni allegoriche del fuoco (sopra) e dell’acqua (sotto). Nonostante la casa di Visconti sia arredata con gran sfarzo, essa rivela, nella meticolosità con cui sono curati i più minuti particolari, il gusto del proprietario per il barocco. Numerosi e sparsi dovunque sono i soprammobili di ogni genere.

Il regista riposa su una poltrona del grande salone. Luchino è il quartogenito di Giuseppe Visconti di Modrone e di Carla Erba. Ricevette un’educazione completa in ogni disciplina, per quanto si sia sempre mostrato refrattario allo studio delle scienze esatte. Mostrò, invece, precoce inclinazione per le lettere e rivelò fin da bambino passione per il teatro e per ogni forma di spettacolo. Fu condotto, ancor fanciullo, più volte alla Scala e s’appassionò per il melodramma: forse per questo il regista ha, quest’anno, preteso d’impegnarsi nella regia di opere alla Scala, con risultati che però sono stati assai criticati. Dopo esser stato allievo alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo, Visconti prestò servizio nel Savoia Cavalleria; terminato il servizio militare si dedicò interamente alla passione per i cavalli, impiantando una scuderia e occupandosi d’allevamento e di corse.

I soprammobili preziosi sono una delle passioni di Luchino Visconti. Ecco il regista accanto a un tavolo che ne raccoglie parecchi. Dopo il periodo in cui si interessò di cavalli, Luchino fu attratto dal cinema e dal teatro, e cessò completamente d’occuparsi di ippica. «Ho allenato i cavalli per anni», egli ha dichiarato, «per questo mi trovo bene con gli attori». I suoi spettacoli non hanno mancato di suscitare polemiche spesso violente.

Luchino Visconti siede accanto al caminetto e osserva uno dei suoi preziosi servizi. Per le sue simpatie con il partito comunista, Luchino Visconti, che appartiene a uno delle famiglie della nobiltà milanese, è stato soprannominato «il conte rosso». I suoi spettacoli, sia cinematografici sia teatrali, vengono costantemente sostenuti e lodati dalla stampa comunista. Essi risultano sempre costosi, per lo sfarzo che il regista vi impiega senza risparmio.