Che cosa penso del pubblico

Che cosa penso del pubblico

Maggio 1952

Abbiamo rivolto a Luchino Visconti le seguenti domande:

Che cosa pensa del pubblico in generale?

— M’è capitato spesso di stupirmi per certe reazioni favorevoli e qualche volta entusiastiche di certi pubblici di fronte ad opere cinematografiche palesemente scadenti. Eppure anche in questi casi, in cui sarebbe stato abbastanza facile incolpare il pubblico o di insensibilità o di incultura o di pigrizia mentale, mi sono trovato a disapprovare piuttosto coloro che avevano confezionato un prodotto scadente e deprimente. Questo dimostra chiaramente che importanza io dia al pubblico, a questa entità fluida, misteriosa, composita che è la ragione prima di ogni nostro lavoro. Il pubblico difficilmente sbaglia. Di fronte al pubblico infatti io mi sento, e così credo di debba sentire la maggior parte degli artisti coscienziosi, in una condizione di inquietudine, di incertezza e di curiosità acute. Noi sbagliamo sovente.

Crede che  la maggioranza degli spettatori sia in grado di apprezzare i film intelligenti?

—  Io sono convinto che non solo la maggioranza degli spettatori sia in grado di apprezzare film intelligenti, ma penso che la totalità degli spettatori sia in grado di apprezzarli. Riferendomi a quanto detto sopra, penso che purtroppo non tutti i film siano abbastanza intelligenti per la maggioranza degli spettatori.

Ha individuato una categoria di spettatori che preferisce i suoi film?

— Dal successo popolare riscosso in moltissime occasioni dalla Terra trema penserei che il pubblico popolare sia quello che sino a oggi mi abbia seguito con maggiore simpatia e intelligenza. Tuttavia anche l’elemento di avanguardia ha sempre apprezzato e approfondito il mio lavoro cinematografico.

Tiene conto del giudizio del pubblico o di quello della critica?

— Riconosco di essere sensibile a certa critica, intendo quella che su un elevato e serio piano culturale si comporta civilmente e costruttivamente sgombra di antipatie e risentimenti o preconcetti personalistici. Il giudizio del pubblico incide in maniera direi più emotiva e immediata e di quale importanza esso sia, ho già detto.

Qual’è il suo film che ha avuto maggior successo di pubblico, e quale lei ritiene il migliore artisticamente?

— Sino ad oggi, credo, Ossessione, anche se generalmente proiettato in versione assai ridotta rispetto all’originale. Per quanto le prime programmazioni in Italia di Bellissima  facciano presagire un maggiore successo commerciale di questo mio ultimo lavoro. Il migliore da un punto di vista strettamente artistico, penso sia La terra trema.