Un film sulla Tarnowska interpretato da Romy Schneider

Romy Schneider e Luchino Visconti

Roma, 22 marzo 1964

« Lontana la vidi nella adolescenza dolce quando ella, a diciassette anni, fioriva come una primavera odorante e gli occhi avevano tutte le luci di una notte stellata. Se ella si fosse allora imbattuta in un uomo forte, semplice, leale, che le avesse dato la mano per guidarla… ». Sono  parole, queste, pronunciate 54 anni or sono, di fronte alla Corte d’assise di Venezia, dal principe del foro e maestro di eloquenza Arturo Vecchini. E le liriche, struggenti espressioni salvarono dall’ergastolo la contessa Maria Tarnowska, la “divoratrice di uomini”, riconosciuta colpevole di essere stata mandante dell’assassinio del conte Paolo Kamarowski, ma condannata a soli 8 anni di reclusione. Fu un avvenimento che commosse il mondo. Al processo venne fatta luce su una folle catena di amori, di intrighi, di tradimenti. Maria Tarnowska, che nascondeva dietro il bellissimo volto ingenuo e dolce un carattere certamente più forte di quello dei suoi innumerevoli amanti, aveva fatto strage di cuori e di vite umane. « Amarla », si disse allora, « equivale a un suicidio ». Ma dopo il processo e, uscita dal carcere, nessuno l’amò. Morì a settantadue anni, nel gennaio 1949, in Argentina, dove si era trasferita al termine della prima grande guerra.

Questa è la storia alla quale Luchino Visconti ha lavorato per tutto il ’63. Ora ogni cosa è pronta: testo, sceneggiatura, dialoghi. Anche il personaggio principale, l’attrice che dovrà impersonare Maria Tarnowska, è stata scelta: Romy Schneider. Visconti non ha avuto esitazioni. « È una attrice bravissima, molto adatta a questo personaggio che deve rispecchiare la dolce, quasi ingenua bellezza e, contemporaneamente, la forte personalità della contessa russa. Romy è in grado di esprimere contemporaneamente i due volti di Maria Tarnowska. Sono sicuro che la impersonerà alla perfezione, e come io l’ho in mente ».

Il film, la cui lavorazione comincerà alla fine di dicembre o ai primi del prossimo gennaio, verrà girato a Venezia, in Russia, Germania, Austria; nei luoghi stessi, cioè, in cui si svolse la turbinosa esistenza della “divoratrice d’uomini”. Sarà una storia biografica, fedele ai dati accertati di una affascinante esistenza, senza concessioni alla invenzione romanzesca o alla leggenda. Perciò, nello stendere il testo del film, Luchino Visconti ha tenuto conto del libro di Habe e non di quello della Vivanti, giudicato appunto, troppo “inventato”.

Non è la prima volta che in Italia si pensa a un film sulla vita di Maria Tarnowska. Già Antonioni, molti anni fa, stese una sceneggiatura che consegnò a Visconti¹. Era l’epoca di Malombra e Isa Miranda, che allora furoreggiava, doveva esser l’interprete principale. Il film non fu realizzato ma quella storia è sempre piaciuta al regista. Il testo di Antonioni, scritto prima dell’ultima guerra, è superato per i passi da gigante compiuti dalla tecnica cinematografica. La nuova sceneggiatura , come si è detto, è già pronta. Non sono pronti, invece, gli attori che dovranno affiancare Romy Schneider. « Ma la scelta sarà più facile » dice Visconti; « dovranno solo essere uomini normali che si innamorano di una donna eccezionale . Il difficile era trovare tale tipo di donna, e ora, con la Schneider, sono tranquillo ».

Romy è ovviamente felice, Luchino Visconti, facendole interpretare un episodio in Boccaccio 70, l’ha lanciata come un’attrice di livello e di fama internazionali. Sissi, il dolciastro e rugiadoso personaggio che la rese famosa tra i suoi connazionali, è ormai del tutto dimenticato, e anche i critici più esigenti che allora erano stati assai severi con lei adesso le riconoscono una sicurezza e una bravura da vera attrice.

Romy Schneider è dunque in un momento particolarmente felice della sua carriera. E anche nella vita privata ha raggiunto come dice, « l’indispensabile equilibrio ». Per trovarlo, dopo la fine della sua storia sentimentale con Alain Delon, si è sottoposta alla solita cura del sonno, panacea ormai collaudata dei mali che affliggono i personaggi di un certo mondo e di un certo ambiente. È stata a Roma la scorsa settimana e vi si è trattenuta per quattro giorni, da giovedì a domenica. Ha parlato molto con Luchino Visconti.

È uscita tutte le sere, nonostante l’assedio di decine di paparazzi all’uscita del suo albergo. In compagnia di Visconti, con Patroni Griffi, con Rossella Falk, con la principessa Hercolani. È andata a teatro, ha passato molte serate nei night più alla moda. « Era più bella di quanto non lo fosse durante il suo ultimo soggiorno in Italia », è stato il giudizio unanime di coloro che le sono stati accanto in quei giorni. Calma, distesa, elegantissima, cambiava due Chanel al giorno. Non ha mai parlato di Delon.

Certo per Romy i mesi successivi alla rottura con l’attore francese sono stati una dura esperienza. Le tracce di quell’affetto sono visibili  ancora, nonostante tutto, in certi suoi atteggiamenti, in alcune simpatie o rancori. Non esita a confessare, ad esempio, la propria antipatia per Jane Fonda, l’attrice americana che per qualche mese, le rubò il suo Alain. « Allora era gelosia », sostiene, « oggi è disistima professionale ». È sicura, infatti, che Jane Fonda si facesse vedere in giro con Alain Delon solo a scopo pubblicitario. Ma chi sa vedere quale è l’origine vera dei sentimenti, anche i più banali, di una donna?

Roma, Parigi, Londra, la Germania. Adesso Romy Schneider è una donna che pensa solo agli impegni professionali. Tornerà anche in America, per questo. E sarà certamente in Italia a dicembre per il primo ciak del film sulla contessa russa. Ma prima ancora, il prossimo 21 maggio, siederà puntuale in una poltrona del Teatro dell’Opera per un appuntamento con Luchino Visconti, il regista cui deve tutto. Sarà la serata di gala della stagione operistica romana. In cartellone Le nozze di Figaro, per la regia del suo grande amico.

Mario Benedetti
(Settimana Incom)

(1). Il soggetto Morte a Venezia – Il processo di Maria Tarnowska, firmato da Antonio Pietrangeli e Luchino Visconti, fu depositato all’Ente Italiano per i Diritti d’Autore il 12 febbraio 1943, il progetto del film fu bocciato dalla censura. Per altre notizie: La contessa Maria Tarnowska e il conte Luchino Visconti, saggio di Teresa Antolin pubblicato nel volume Il processo di Maria Tarnowska – Una sceneggiatura inedita, Museo Nazionale del Cinema – il castoro 2006.