Ha vinto Il Gattopardo

Richard Harris, Marina Vlady e Luchino Visconti, Cannes 1963

Luchino Visconti, che in terra di Francia aveva iniziato la sua attività cinematografica (come assistente di Jean Renoir) un quarto di secolo fa, in terra di Francia ha ricevuto la consacrazione ufficiale. Grazie al suo Gattopardo, il sedicesimo festival di Cannes passerà alla storia come quello che ha dovuto meno soffrire per trovare la Palma d’Oro. Per una buona parte dei giornali del mondo, Visconti era un vincitore sicuro, e la giuria lo ha confermato all’unanimità e praticamente senza discussione.

Il cinema italiano aveva vinto altre volte a Cannes. Nel 1946 Roma città aperta si era classificato primo, ma in compagnia di altri sei film: i francesi La bataille du rail e La sinfonia pastorale, l’americano Giorni perduti, l’inglese Breve incontro, il messicano Maria Candelaria e lo svizzero L’ultima speranza. Più che una palma, si era trattato di una piantagione (1). Nel 1951 Miracolo a Milano era stato classificato ex-aequo con lo svedese Signorina Giulia, e nel 1952 Due soldi di speranza aveva diviso la posta con l’Otello di Orson Welles. Solo nel 1960 il trionfo era stato netto, con La dolce vita, e con L’avventura di rincalzo. Quest’anno di rincalzo ci sarebbe stato Otto e mezzo, se non si fosse deciso di metterlo fuori concorso, per la serata di chiusura.

Dunque Visconti, grazie a Cannes, per la prima volta non è arrivato secondo. È un merito che riconosciamo volentieri alla rassegna francese e alla sua giuria. Duole infatti il ricordare che, a Venezia, le cose erano andate diversamente per ben tre volte, in tre periodi distinti della storia della Mostra, ma sempre caratterizzati dall’impossibilità di Visconti a vincere. A La terra trema era stato preferito l’Amleto di Olivier, senz’altro il più discutibile dei suoi film scespiriani. Senso aveva dovuto cedere a Giulietta e Romeo di Castellani che nei suoi confronti, era soltanto un pastiche culturale. Quanto a Rocco e i suoi fratelli, non si può nemmeno discutere su un piano ragionevole lo sconcio vedere che gli prepose di violenza Il passaggio del Reno di Cayatte.

Ora, non tutti riteniamo l’ultima opera di Visconti all’altezza delle sue precedenti. Tuttavia nessuno può muovere la benché minima obiezione alla vittoria del Gattopardo, film che sopravanzava di molto tutti gli altri in concorso. Né consideriamo, ipocritamente, la Palma di Cannes come un riconoscimento all’attività complessiva del regista, così come fece una volta la giuria veneziana premiando, più che Ordet, l’intera carriera di Dreyer. No, è proprio Il Gattopardo, e solo esso, che ha sconfitto ogni competitore. Quali che siano le ragioni del dissenso con l’opera, il suo livello era tale da non temere avversari.

Gli avversari, però, c’erano, anche se nessuno così pericoloso da insidiare il primato del nostro film e del nostro cinema. Il sedicesimo festival non è stato, complessivamente, migliore, ma certo neanche peggiore di quelli degli anni più recenti. Dicendo complessivamente, intendiamo alludere anche alle proiezioni fuori concorso: alla “settimana internazionale della critica”, per esempio, organizzata dai colleghi francesi nella piccola sala del Palais, e che ha presentato diversi film notevoli, di cui parleremo nel prossimo numero. Ma, anche rimanendo nell’ambito della competizione ufficiale, quella del Gattopardo (in ciò il miglior significato della sua affermazione) è stata una gara combattuta e vinta, non una passeggiata.

Ugo Casiraghi
(La Fiera del Cinema, Roma, Giugno 1963)

(1) Al Festival di Cannes 1946 furono premiati 11 film (Prix Nationaux, un premio ad ogni paese partecipante, in segno di “riconciliazione” dopo gli eventi della seconda guerra mondiale): The Lost Weekend (USA); Symphonie Pastorale (Francia); Brief Encounter (Gran Bretagna); Roma città aperta (Italia); Maria Candelaria (Messico); Le tournant décisif (URSS); La terre sera rouge (Danimarca); Ville Basse (India); L’Epreuve (Svezia); La dernière chance (Svizzera); Les hommes sans ailes (Cecoslovacchia), mentre il “Grand Prix international du meilleur film” fu per La Bataille du rail (Francia).