Ifigenia in Tauride alla Scala

Ifigenia in Tauride Teatro alla Scala 1957 Maria Meneghini Callas

Luchino Visconti è il regista dell’ultimo spettacolo della stagione, alla Scala: Ifigenia in Tauride di Gluck. Protagonista dell’opera è Maria Callas, e dirigerà l’orchestra il maestro Sanzogno. Ieri, al termine di una prova, abbiamo rivolto cinque domande al regista.

Quali sono stati i problemi di regia per l’Ifigenia in Tauride?

— Molti, ma li ho evitati tutti. L’intenzione del regista, in questo caso, è stata quella di sottomettere ogni elemento al piacere dell’ascolto della musica. Lo spettacolo avrà quindi quasi la forma di concerto.

Lo spettacolo si ispira al mondo greco di Euripide o a quello moderno di Gluck?

— L’allestimento è stato curato come se si trattasse di uno spettacolo di corte del Settecento. In questa cornice hanno valore di pretesto gli elementi del tragico greco, del resto già trascurato di Gluck.

Crede che l’opera di Gluck sia attuale?

Gluck è uno di quei capostipiti di un genere di musica che sono sempre attuali. Vi sono forse opere più divertenti, ma il pubblico ha bisogno talora di una iniezione di cultura, come quest’opera può dare.

L’opera viene presentata nella sua forma integrale?

— No. I quattro atti sono stati ridotti a due tempi, poiché tre intervalli sono troppi per il pubblico moderno. Anche la scena sarà unica. Il testo è stato in varie parti ridotto e sfoltito, ma è stata rispettata la sua particolare bellezza.

Vi è differenza tra la regia dell’Ifigenia e quella dell’Anna Bolena?

— Nell’Anna Bolena ho cercato di quintessenziare il sapere del melodramma preverdiano, e ho perciò costruito teatralmente lo spettacolo. Qui tutto è invece subordinato al canto della soprano, Maria Meneghini Callas.

(Corriere, 30 maggio 1957)