Gruppo di famiglia in un interno 1974

Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti 1974

Polemiche

Roma, 30 agosto. L’ingresso dell’editore Edilio Rusconi nel settore cinematografico con la fondazione della Rusconi Film, ha messo a rumore il mondo del cinema: non soltanto per la consistenza economica della società (che parte, si dice, con una disponibilità di dieci miliardi di lire), ma anche per l’importanza delle firme che la società sta per accaparrarsi. Prima di tutte quella di Luchino Visconti, il quale per conto della Rusconi Film dovrebbe realizzare a partire del prossimo gennaio il film Conversation Pièce, il cui soggetto originale è di Enrico Medioli. Anche se non tutti i contratti sono già stati firmati, alla Rusconi Film danno per certa la riuscita dell’operazione, della quale è stato promotore il produttore esecutivo Giovanni Bertolucci.

Il film per Rusconi: Perché Visconti sta sbagliando.

Mentre si gira

Roma, lunedì 8 aprile 1974. C’è sempre un clima di eccitazione e di euforia all’avvio delle riprese di un film: dopo lunghi mesi di preparativi, di lavoro organizzativo, di stesure e ristesure di copioni, provini etc. finalmente si giunge al primo ciak.
Punto di arrivo e al tempo stesso, sopratutto, punto di partenza. Inizio.
Eccitazione tanto maggiore nel caso di un film di Visconti. Non è solamente questione di stima e di rispetto, ma è convinzione di prendere parte a qualcosa di importante, di arricchente e stimolante.
Tutti i componenti della troupe, dai « fedelissimi » ai nuovi nuovi adepti ai membri della produzione agli attori sono coscienti di questo momento, di vivere un’esperienza eccitante ed unica.
Alle 12,30 Visconti arriva sul set e ne prende subito possesso dando al direttore della fotografia, Pasquale De Santis, le indicazioni necessarie per la prima inquadratura. Ognuno, secondo la propria funzione, è subito in moto, in un sincronismo che via via si fa più efficiente, nonostante il caos apparente.
(…)
Un spaesato fattorino di helzapoppiana memoria si aggira con un enorme mazzo di rose tra le impalcature del teatro e la confusione del set.
Sballottato e sempre più stralunato rimbalza degli uffici alla sartoria, alla sala di trucco, al teatro di posa, riapparendo e risparendo ogni volta più stravolto.
Finalmente la sua labirintica odissea ha termine e approda al camerino di Visconti.
Felice e sollevato, se ne può poi andare con l’emozione di aver « vissuto » l’esperienza del Cinema.
Le rose rosse sono di Fellini, che le ha fatte accompagnare da alcune righe affettuose:
“Un bel giorno d’Aprile
Mio caro amico con commozione e gioia ti abbraccio. Andrà tutto benissimo vedrai! Evviva il cinema!
tuo
Federico
(…)
Alle 14,50 — sgombrato il campo — il film ha veramente inizio. Burt Lancaster osserva attentamente con una lente di ingrandimento un Conversation piece, che due antiquari gli hanno portato in visione…
(Giorgio Treves, Appunti e ricordi della lavorazione in Gruppo di famiglia in un interno, Dal soggetto al film, Cappelli Editore, Bologna 1975)

Roma, 8 aprile 1974. Con la stessa emozione di un esordiente

Recensioni

Cinema Capitol, Milano, 10 dicembre 1974. Prima visione italiana di Gruppo di famiglia in un interno.

Visconti fra rimpianti e angosce