Rocco e i suoi fratelli 1960

Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti 1960

Anteprima

Caro Guido (Aristarco),
tu mi domandi almeno una paginetta di introduzione alla pubblicazione di un brano di sceneggiatura di Rocco e i suoi fratelli. Ma io mi sento incapace a fornirti questa paginetta. La materia che il mio prossimo film vuole affrontare è talmente densa di significati e di temi ambiziosi, che una paginetta rischierebbe di tradirli malamente. D’altra parte non ho assolutamente tempo per scriverti di più. Quello che posso dirti, e che tu già sai, del resto, ma che potrebbe servire ai tuoi lettori, è che Rocco affronta uno dei problemi sostanziali della vita italiana, senza tuttavia avere la pretesa di risolverlo. È già abbastanza ambizioso il fatto di proporre tale tema all’attenzione del pubblico.
Il tema è quello dell’emigrazione interna, che è stato già spesso trattato con ampia competenza da storici e sociologhi. Alla basa della vicenda drammatica che mi propongo di raccontare cinematograficamente stanno le statistiche che riguardano l’immigrazione interna, nella loro drammatica realtà. Una famiglia del Sud, e precisamente una famiglia lucana, è spinta a emigrare nel Nord, a Milano, dalle precarie condizioni di lavoro e di vita. Milano è una città che accoglie e assorbe le masse provenienti dalle altre parti d’Italia e specialmente dal Sud e con le sue provvidenze esistenziali crea ai lavoratori che ospita nel suo Comune condizioni di vita e di lavoro che costituiscono una base di partenza. Come queste masse riescano ad acclimatarsi in un centro affamato di mano d’opera come Milano, è quello che appunto la mia storia si propone di raccontare.
A me questo è sembrato un tema attuale e appassionante. La vicenda densa di fatti e di avvenimenti si conclude, come nella realtà della vita, con esiti positivi e negativi che sono la conclusione morale e drammatica di tutta l’avventura. Ma sarebbe per ora prematuro anticipare i dettagli.
Spero che queste poche righe possano bastare, caro Guido. Ti saluto con affetto.
Luchino
(Documenti: Rocco e i suoi fratelli, Cinema Nuovo, novembre-dicembre 1959)

Mentre si gira

Milano, 22 febbraio 1960. Ore 14,30: Il signor Visconti sul luogo di lavorazione, la palestra “La Lombarda”. Impostazione di inquadratura; 14,40: Viene piazzato il carrello. L’operatore inizia l’illuminazione dell’ambiente; 14,45: Il signor Visconti prova i movimenti di macchina; 14,55: Prova il piazzamento delle luci; 15,30 Il signor Focas è sul posto di lavorazione vestito e truccato; 16,20: Vengono messe in scena le figurazioni e il signor Visconti prova la scena; 17,30: Il signor Visconti prova la scena; 18: Con una bottiglia di champagne viene “varata” la prima inquadratura del film.
(Cronaca del film di Gaetano Carancini, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, a cura di G. Aristarco e G. Carancini, Cappelli editore 1960)

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